Aspromonte

Aspromonte

Aspromonte, circondato dal mare da tre parti, il massiccio rappresenta una sorta di penisola nella penisola. Lo jonio ad oriente, il tirreno ad occidente e lo stretto di Messina che lo separa dalla Sicilia.

Particolare è la sua morfologia: le profonde incisioni delle fiumare a sud ed a est e il precipitare della montagna sulla parte occidentale denominata Costa Viola.

Colpisce il verde scuro dei boschi, nel versante settentrionale, che sbiadisce nel giallo della fittissima macchia e delle gole, man mano che ci si avvicina ai versanti meridionale ed orientale. Umide faggete e solari pinete lo ammantano nelle quote più elevate mentre le fioriture policrome della macchia mediterranea ne rivestono le pendici.

Uniche sono le fiumare, coesi d’acqua dal regime idrico mutevole, con percorso breve ed estremamente ripido. Per tali caratteristiche hanno un forte potere erosivo che giunge a colmare di detriti la parte più prossima alla foce.

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Sembrerebbe quindi una montagna ostile all’uomo ma colture agrarie quali l’olivo risalgono dalla Piana di Gioia Tauro fino oltre 800 metri di altitudine ed i primi piani (ad oltre 1.000 metri s.l.m.), immensi balconi affacciati sul mare, sono intensivamente coltivati a patate, cereali e vari tipi di ortaggi.

La vicinanza al mare consente di godere una singolare vacanza mare-monti utilizzando le numerose strutture insediate sulla costa oppure centri turistici quali Gambarie, Zomaro, Villaggio Trepitò ed altri.

Per gli appassionati di funghi.
L’Aspromonte è inoltre un vero paradiso per i micologi dato che in nessuna parte d’Italia vi è tanta varietà di specie fungine. Inoltre mentre nel Nord e nel Centro Nord della penisola, il periodo di fruttificazione fungina è concentrato di norma, da Aprile a Novembre, nella montagna reggina si possono trovare funghi durante tutto l’arco dell’anno. Ciò è dovuto alla particolare conformazione dell’Aspromonte che determina accentuate differenze climatiche non solo tra le zone interne e quelle costiere, ma sopratutto fra quelle ricadenti il versante jonico e quelle ricadenti sul versante tirrenico. Riguardo le specie più pregiate, segnaliamo una abbondante presenza di porcini, di boleti vari, di russule, di cantarelli, di macrolepiota, di tricolomi, di lattari e di ramaria. Meno diffuso, ma comunque sempre presente nelle tradizionali zone di crescita, è l’ovulo buono.
Per conoscere e gustare al meglio queste prelibatezze non si può mancare alle fiere del fungo che si svolgono a Gambarie ed a Giffone nel periodo autunnale.

La faina, nonostante la forte pressione venatoria esercitata fino a qualche anno fa, presenta specie interessanti. Il lupo (canis lupus), ricomparso da qualche anno, il gatto selvatico (felis silvestris) e lo scoiattolo meridionale (Scirus vulgaris meridionalis) per citarne alcuni. L’aquila del Bonelli è il più raro dei rapaci, con poche coppie rifugiate nei recessi più impervi.

Escursioni per monti, laghi, vallate.
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Innumerevoli sono le escursioni che si possono effettuare, da quelle più semplici e segnalate, a quelle più impegnative e avventurose in aree particolarmente vergini: il Montalto che dai suoi 1956 m. di altezza offre un panorama stupendo sul Mar Jonio e sul Tirreno, le Eolie e la Sicilia con l’Etna fumante; il lago Costantino nella valle del Bonamico, singolare per nascita perché originato fa una frana che ostruì il corso della fiumara; l’area dei romitori basiliani, nei pressi di Natile, con insediamenti rupestri che richiamano alla mente paesaggi della Cappadocia; la vallata delle Grandi Pietre (Pietra Cappa, Pietra castello, Pietra Lunga ed altre) dove curiosi monoliti svettano tra i fitte boschi di leccio.